Archivio di agosto, 2009

Solidarietà a Dino Boffo, direttore di Avvenire.

28 agosto 2009 di Simone Femia

Esprimo la mia piena solidarietà a direttore di Avvenire, Dino Boffo, per la polpetta avvelenata che gli è stata rivolta del nuovo direttore de Il Giornale, Feltri.

Se questo è l’inizio del nuovo corso, è il peggiore. Ho sempre considerato Il Giornale, quotidiano all’interno del centrodestra, pluralista, dando sempre spazio a tutte le opinioni di tale orientamento, dai liberali, socialisti fino ai cattolici. Quella di oggi è stata un occasione persa, spero che il direttore si ravvedi, ma mi sembra difficile: basta considerare l’impronta lasciata su Libero.

Avvenire, quotidiano dei cattolici, è sempre stato sempre equilibrato e i suoi richiami sono sempre stati rivolti a tutti i partiti politici, di ogni orientamento da destra a sinistra, passando per il centro. Oggi il richiamo a Berlusconi, ieri a Sircana e Mele, dunque non si può accusare un quotidiano, come quello della CEI, politicamente scorretto, anzi è sempre stato sopra le parti.

Probabilmente questo è il conto che Boffo deve pagare per i richiami che Avvenire ha rivolto al Premier, ma fortunatamente l’Editore del giornale non sembra condividere l’impostazione del suo direttore che è stato subito smentito.

Se non sbaglio è lo stesso Berlusconi che richiama al rispetto della privacy; bene, questo principio va osservato, sempre e non a giorni alterni.

La bellezza della Chiesa, dei suoi laici e dei religiosi, sta nel fatto di non essere etichettabile politicamente! La Verità va sempre detta, anche a costo di non essere compresi e denigrati!

Comunicato Direttore Avvenire

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Cantante di valori

10 agosto 2009 di Simone Femia

Il quotidiano Avvenire di ieri, domenica 9 agosto, presentava in un bell’articolo su un concerto che terrà a Bologna il cantante Nek a favore della vita. Non conoscevo il suo cammino artistico a favore di queste battaglie. Dunque lascio anche a voi la curiosità di scoprire di cosa si tratta.

AVVENIRE 9.08.2009

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RU486: pesante sconfitta della vita.

3 agosto 2009 di Simone Femia

La recente commercializzazione della pillola abortiva RU486 nel nostro paese ha portato ad una pesante sconfitta del diritto alla vita e una vittoria del partito che sbandiera il diritto alla morte.
Da molte parti si canta alla vittoria all’introduzione di questo farmaco, ma questo non è un farmaco, è un veleno! La funzione di un farmaco in genere è quella di curare, ma questa pillola uccide, uccide una vita umana nel grembo di una donna. Qualsiasi donna, contro o favorevole all’aborto, può constatare che dal momento del concepimento ha origine in sé una vita. Chiamatelo come volete, ma quell’esserino (l’embrione) è VITA. Questa è una verità innegabile, non è un’opinione della Chiesa e di chicchessia, è una verità scientifica.
L’AIFA (l’agenzia italiana del farmaco) ha deciso a maggioranza la volontà di adottare tale farmaco, dunque la volontà non è stata unanime, dunque si deve constatare che i dubbi sollevati pongono dei interrogativi sulla sua utilità che vanno approfonditi.
La decisone presa non rispetta la legge 194 (quella sull’interruzione volontaria della gravidanza) Per la legge 194 la gestante deve rivolgersi a un consultorio, o a una struttura sociosanitaria abilitata, per svolgere i necessari accertamenti medici (mentre i medici devono aiutarla a rimuovere le cause che la spingono all’aborto). Un tale percorso, con una pausa di riflessione richiesta alla donna di 7 giorni, è difficilmente compatibile con l’uso della Ru486, che prevede tempi molto ristretti.
Nel chiedersi quale utilità abbia questa pillola, la risposta che è stata data dai sostenitori della RU486 è quella che la donna è libera di fare ciò che vuole della propria vita. A vincere in questa scelta non dovrebbe essere la libertà di fare ciò che si vuole, ma il diritto alla vita, il diritto perché la donna e il concepito siano tutelati e sostenuti dallo Stato economicamente e socialmente.
Nei tanti sondaggi che impazzano sull’adozione della pillola vorrei che venisse posta una domanda ben più articolata “Preso atto che la pillola abortiva non è una pastiglia come quello che servono per curare il mal di gola; constatato che l’aborto (anche quello indotto dalla RU486) comporta un dolore fisico e psichico nella donna infinito; se foste certi che lo Stato sostenesse voi, donna e bambino/a appena nato, sareste favorevoli all’adozione di questa pillola?”. Solo chi è contro la vita, contro il futuro della nostra società risponderebbe di Sì.

Nell’abbondanza di articoli ed opinioni dei maggiori quotidiani laicisti del nostro Paese a favore della pillola, vi lascio qua alcuni link dove poter approfondire le ragioni del NO alla pillola e del SI’ alla vita.

Domande e Risposte

Il dossier ignorato dall’AIFA

Intervista al Cardinale Bagnasco

Intervista al laico, Prof. Gambino

Intervista al politico, On. Roccella

L’avvenire della nostra società dipende dal sostegno della vita nascente.

SIMONE FEMIA

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