Archivio di maggio, 2011

Fincantieri, uniti per il lavoro.

24 maggio 2011 di Simone Femia

Non vuole essere uno slogan retorico di questo o quel partito, ma è un dovere!

Tutte le istituzioni politiche, i partiti, i sindacati, tutti quei soggetti che ruotano intorno ad una grande azienda, come Fincantieri, devono unirsi per trovare una soluzione alternativa alla proposta di chiusura dell’impianto che è stata avanzata dall’amministratore delegato Giuseppe Bono.

La chiusura non significa soltanto centinaia di lavoratori a casa con le loro famiglie, ma anche la morte di un delegazione quale Sestri Ponente e di una città come Genova.

Bisogna trovare una soluzione che mantenga il lavoro, crei nuovi posti di lavoro e sia capace di affrontare la sfida dell’economia mondiale che vede sempre di più in competizione i vari cantieri nel mondo.

Se fino a 20/30 anni fa le sfide che Fincantieri doveva affrontare erano all’interno dell’Europa e del Nord America, ora bisogna affrontare quella proveniente dal Sud Est asiatico e dall’America Latina. Non si può perdere tempo.

In questi giorni i Municipi genovesi stanno discutendo il nuovo Piano Urbanistico che sarà adottato dall’amministrazione comunale e una priorità che il territorio della Valpolcevera si è dato è il lavoro. Su questo punto i Consiglieri del Municipio hanno condiviso la stesse linee generali perché solo dal lavoro passa il rispetto dell’uomo, della sua dignità e il valore della libertà. In particolare come Gruppo consiliare UDC crediamo che vada potenziato l’ attuale centro di ricerca a Morego, IIT, e sia dato un ruolo centrale al ruolo di Erzelli, quale polo tecnologico. Se la ricerca trova il suo sviluppo naturale nell’industria sarebbe un volano per la città e per il Paese.

Il lavoro, all’interno delle linee generali al piano urbanistico, ha trovato concretezza nell’indicare aree e distretti che possano attirare attività produttive, incentivando quella viabilità stradale e ferroviaria per permettere alle merci di arrivare e partire da Genova il più rapidamente possibile.

Su questo punto la città si deve tenere preparata e unita, senza le rivendicazioni dell’una o dell’altra parte politica e senza ideologismi che invece di unire dividono.

Per Fincantieri Genova si unisca e Roma collabori ad una soluzione certamente migliore.

 

Categoria: Ultime news | 1 Commento »

Amministrative 2011. L’ora della conta

18 maggio 2011 di Simone Femia

L’ora della conta. Tutti sconfitti, un solo vincitore: Beppe Grillo. II suo movimento risulta la vera novità delle amministrative 2011 perché, se andiamo a leggere i numeri complessivamente, questo “partito” che non ha avuto copertura mediatica, se non chiamato in causa nella diatriba con il SEL, ha ottenuto buoni risultati nel nord, proseguendo una marcia iniziata in Piemonte e Emilia Romagna con le regionali del 2010. Adesso bisogna vedere come il comico Beppe Grillo e gli addetti ai lavori gestiranno questo potenziale che si è consolidato in questa tornata elettorale. Tuttavia il richiamo del movimento ad essere una forza antipolitica e antipartitica (sperando che conoscano la distinzione tra politica e partito) non mi pare che abbia attratto maggiori cittadini a votare, considerato che la partecipazione al voto 2011 risulta pressoché stabile con un leggero calo (poco più dell’1,5%) sia alle elezioni provinciali (59,62%) sia a quelle comunali (71,04%). Quindi l’elettorato del movimento 5 stelle pesca tra gli elettori che già hanno votato alle precedenti tornate elezioni, soprattutto attraendo elettori del centrosinistra, viste le posizioni più nette che il leader Grillo ha sul centrodestra.

Non sottovaluterei comunque il movimento, guardando alla sua eventuale strutturazione sul territorio. Perché se vuole continuare a crescere bisogna strutturarsi, confrontarsi e relazionarsi tra eletti e base. Il solo approccio attraverso via internet non può essere sufficiente per proseguire un percorso. Poi bisogna vedere quanto pesi la presenza di Beppe Grillo, quale figura carismatica nel movimento, quanto il fatto che al centro del programma ci siano dei temi che attraggono l’attenzione dei cittadini (come l‘acqua, l’ energia, ecc), ma manchi una visione su molti altri temi etici e sociali.

Tornando alla “vecchia politica” (la terminologia grillina mi sta influenzando!) i partiti al governo nazionale subiscono un arresto. Il Presidente Berlusconi, che, a torto, ha radicalizzato lo scontro, ha perso sotto il profilo personale (costante calo di preferenze da diversi anni e dimezzamento nel Comune di Milano) e programmatico perché bisogna concentrarsi su temi locali e non affrontare le elezioni amministrative con le questioni che lo riguardano e i temi nazionali; la Moratti è stata vista più radicale di Pisapia che temporaneamente ha assunto la veste eccezionale di moderato a queste elezioni; la Lega ha visto ridimensionato il suo ruolo nella capitale del Nord perché, partito al Governo, non si sta occupando dei problemi degli Italiani; è stata sconfitta la vena radicale della Santachè, di Lassini e La Russa che hanno esacerbato i toni, seminando odio in un Paese che non può crescere considerando l’altro un nemico.

Veniamo al centrosinistra. Il SEL non ha sfondato come ci si poteva aspettare, dunque le chance di rivendicazione alla guida del centrosinistra si ridimensionano; il PD ha retto e vinto a Torino e a Bologna, ma non mi sembra una grossa novità, semmai un importante conferma; ora toccherà alla dirigenza capire in quale direzione scegliere le alleanze: guardare all’IDV, con De Magistris a Napoli, ai Grillini o al Terzo polo?

Il Terzo Polo. Non ha sfondato pur avendo alla guida tre importanti leader , non sarà semplice stabilire come muoversi per il ballottaggio e se ci sono le condizioni per proseguire il cammino insieme. I finiani sono divisi tra chi vuole sostenere i candidati di centrodestra e chi sostiene la libertà al voto, se non il candidato di sinistra; l’API non è determinante, se non qua e là, e l’Udc prosegue il suo percorso di alleanze a macchia di leopardo, facendo emergere una profonda divergenza di vedute: in Liguria, a Savona, si è sostenuto Berruti che è culturalmente agli antipodi rispetto al partito centrista che opera a livello nazionale, mentre al Sud, Reggio Calabria e Crotone, si è alleato con il PdL. Aspettiamo cosa succederà a Genova, ma non mi stupirebbe se si proseguisse nello stesso solco tracciato nel savonese.

Ora i ballottaggi e altre due settimane di campagna elettorale, sperando che si affrontino i temi locali. Ma non è tutto perché poi si proseguirà con i quattro quesiti referendari sull’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento. La partecipazione politica non si conclude con i ballottaggi il 29 e 30 maggio, ma prosegue fino al 12 e 13 giugno.

 

Categoria: Ultime news | Commenti disabilitati

2011. Amministrative “nazionali”.

13 maggio 2011 di Simone Femia

Test politico nazionale. Così sono state definite le amministrative del 2011. Se da una parte questo può essere anche vero, dall’altra si snatura il significato per il rinnovo delle amministrazioni comunali e provinciali.

Il contesto politico italiano, mai come in questi anni, si è polarizzato a tal punto che gli avversari politici sono diventati nemici da abbattere e i partiti in campo sono incapaci di proporre soluzioni alternative se non fondandosi sull’unità di essere contro qualcosa o qualcuno.

Le elezioni amministrative non possono essere un test esclusivamente nazionale perché le condizioni di partenza sono diverse. Si valuta il sindaco, l’operato della giunta e dei consiglieri eletti. Nonostante un candidato si schieri con un partito, oltre a dare una valutazione sul contenitore e sul leader nazionale che lo guida, si deve dare anche una valutazione sulla persona che si candida ad essere sindaco o presidente di provincia, valutare il suo percorso, se ha gestito bene il territorio nei cinque anni, se non ha aumentato le tariffe e ha migliorato i servizi e la vivibilità del territorio.

È vero altresì che vanno valutati i programmi e dunque i valori di riferimento. Interessante è stato l’approccio che Avvenire ha proposto con un inserto sabato 7 maggio sulle principali città italiane e ha dato alcuni strumenti per valutare il candidato sindaco e i consiglieri da votare.

Partire dai valori e dargli un nome non può essere una diminutio, ma un punto di partenza per una valutazione attenta. La cultura della legalità (rispetto delle regole contro le infiltrazioni mafiose, sicurezza), dell’accoglienza della persona (vita nascente, immigrati), del lavoro (la capacità di redigere piani urbanistici che siano equilibrati tra sviluppo/crescita e qualità dell’ambiente) devono essere alcuni dei valori di riferimento.

Così possiamo permetterci di valutare gli amministratori uscenti e di dare il nostro assenso.

Sulla sfida di Milano mi permetto di dare un giudizio non esauriente, forse fin troppo semplificato perché non coglie a pieno la specificità dei candidati e del territorio, consapevole della difficoltà di avere un candidato che rispetti e viva i valori citati. Da una parte abbiamo alla guida Giuliano Pisapia il cui riferimento culturale di sinistra è molto chiaro, dunque non mi pare, visto il partito di riferimento (SEL), che sia favorevole alla cultura della vita, della famiglia, della libertà educativa (ricordo che i Comuni hanno competenze sulla gestione degli asili nido e materne – anni 0-5); poi abbiamo Letizia Moratti a cui potrei anche dare il mio assenso se non fosse che non si può vantare del presidente del Consiglio che non considero adeguato alla guida del centro destra italiano e di essere moderata quando poi fa uno “sgambetto” come è successo nel confronto su Sky TG24 (poi, che Pisapia fosse prosciolto per amnistia o perché ci fosse carenza di prove per condannarlo è un dato di fatto, ma comunque resta che proviene dagli ambienti della sinistra antagonista); non può avere in coalizione la Lega, un partito che considera tutti gli immigrati dei delinquenti e ne fomenta il pregiudizio (tuttavia credo che ci siano dei buoni amministratori leghisti e che Maroni sia oggi un buon ministro, nonostante abbia anche lui i suoi trascorsi), infine candidare una persona che considera le BR dei magistrati lo trovo vergognoso e condivido in pieno quanto ha detto il Presidente della Repubblica Napolitano il 9 maggio in ricordo dei magistrati vittime del terrorismo; infine Manfredi Palmieri, candidato del Terzo Polo, che non sia la vera alternativa?

Al limite non ci resta che votare su un candidato consigliere moderato che i Milanesi e gli altri cittadini italiani chiamati alle urne sapranno certamente scegliere.

Genova sarà chiamata all’elezioni il prossimo anno e il metro di giudizio non sarà dissimile da quello che qua ho espresso. Alcune valutazioni si possono fare già a partire dalla gestione AMT; all’aumento delle tariffe; al semplice modo con cui la signora sindaco si comporta con i giornalisti; alla istituzione di un rambla (rambletta?) da barzelletta; al modo di confrontarsi con quanti dicono no alla Gronda; all’idea di tassare i trasportatori verso il porto (così diamo un’altra mazzata alla sviluppo di questa città , spostando i traffici a Barcellona); alle sue idee sui diritti per tutti e doveri a nessuno; alla mancanza di politiche per la famiglia e sostegno della vita nascente per una città, che sta morendo demograficamente. Si sta favorendo la cultura dell’individualismo invece di quella per la vita, mentre il saldo demografico della città è positivo solo grazie all’arrivo degli immigrati, tra cui molti giovani che abbassano la media di una città vecchia. Come nel sistema previdenziale si deve avere un equilibrio (di carattere finanziario) tra giovani lavoratori e pensionati per mantenere il sistema, così Genova deve trovare un nuovo equilibrio per essere attrattiva, se vuole crescere.

Lunedì 16 maggio si farà il redde rationem e mi auguro che non sia una rivendicazione degli uni contro gli altri, ma si torni a parlare dei problemi del Paese perché si faccia sistema e non ci si curi del proprio orticello. Il Paese ha bisogno di sviluppo economico, sobrietà e coesione sociale se non vuole perdere il treno della sfida che proviene dai BRICS (Brasile; Russia, India, Cina e Sud Africa) sempre più emergenti. Se l’Europa è incapace di cogliere le sfide (crisi economia, immigrazione, rivoluzioni in Nord Africa), l’Italia si faccia promotrice di un rinnovato rilancio.

Categoria: Ultime news | Commenti disabilitati