Sale slot: verso assemblea pubblica

19 gennaio 2012 di Simone Femia

Oggi pomeriggio ore 15 c’è stato Consiglio municipale.
Tra le comunicazioni del Presidente quella di accelerare i tempi per fissare in febbraio un’assemblea pubblica, come già indicato il 15 dicembre 2011 alla presenza del Questore di Genova e del Sindaco per affrontare e confrontarci sulla crescente diffusione delle sale scommesse e delle sale adibita con slot machine.
Considerato che è prossima l’apertura di un’altra sala in Via Pastorino a Bolzaneto davanti alle Poste e ormai certa quella in Via Vezzani a Rivarolo presso i locali dell’ex calzature Risso, il territorio del  Municipio sta raggiungendo un’alta concentrazione di questi esercizi pubblici che non fanno altro che destabilizzare il tessuto sociale in un contesto storico di crisi economica crescente.
Nell’aggiornarvi sulla fissazione della data, l’invito è quello di essere presenti all’incontro per dare un segnale chiaro che la cittadinanza non è passiva e resterà vigile su questo aspetto.

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Auguri per un Santo Natale

24 dicembre 2011 di Simone Femia

E’ un Natale difficile per molte famiglie italiane e il pensiero va subito a Fincantieri di Sestri Ponente, agli operai e impiegati che non hanno chiaro il futuro dell’azienda.

Questa situazione, che ci sta spingendo a riconsiderare il nostro modo di lavorare, ci sta portando anche a ripensare il nostro stile di vita perchè, proprio di fronte alla difficoltà e alla precarietà del lavoro, emergono più chiaramente la nostra fragilità e piccolezza umana e nel contempo siamo spinti a riconsiderare le cose e i gesti essenziali, gli affetti che ci circondano.

Perciò alla vigilia di questo Natale trovo che nel nostro presente la nascita di quel Bambino a Betlemme nella mangiatoia sia fortemente significativo perché, pur non trovando posto in un luogo che fosse ospitale e nascendo nell’essenzialità e povertà di quel tempo, nacque per darci speranza e conforto.

Auguro a voi tutti un sereno Natale!

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Diffusione sale slot machine

18 dicembre 2011 di Simone Femia

Giovedì 15 dicembre in consiglio municipale ho fatto notare, con un’espressione di sentimenti, della prossima apertura di una terza sala slot machine in via Pastorino a Bolzaneto (la quinta nel quartiere). Su questo aspetto ero stato anticipato da un altro consigliere che con un’interrogazione a risposta immediata aveva chiesto se c’era il tentativo di apertura di un’altra sala giochi in via Pisoni, lato piazza Pallavici a Rivarolo.

Ormai è evidente a tutti come in questi ultimi mesi stia aumentando il numero delle sale slot machine nella nostra città e, in particolare, nel Municipio V Valpolcevera non possa settimana che tra Bolzaneto e Certosa non sia prossima l’apertura di una sala. Con una battuta ci sono più sale da gioco che latterie! L’intento di queste poche righe non è quello di vietare tout court la sale da gioco, ma di favorire una responsabile consapevolezza del gioco e di aprire questi centri in zone meno centrali ai nostri quartieri tali da non trasformarli in piccole Las Vegas.

Ad oggi la normativa di riferimento è il Testo unico delle Leggi per la pubblica sicurezza che all’articolo 86 prevede la licenza del Questore per l’apertura di questo tipo di esercizio pubblico, mentre all’articolo 110 si prevede quali tipi di macchinette possono essere installate. Tali disposizioni hanno subito, da una parte, una prima innovazione con legge finanziaria del 2000, con l’allora governo di centrosinistra guidato da Giuliano Amato, che non ha mancato di incentivare il ricambio di macchinette elettroniche con il sistema del credito di imposta, dall’altro lato, il decreto-legge 138 del 2011, ossia la penultima manovra del Governo Berlusconi, ha tolto ogni restrizione per l’apertura di certe attività economiche tra cui gli esercizi pubblici dove si effettua la raccolta dei giochi e delle scommesse, dando avvio così ad una iper-liberalizzazione anche in questo settore.

L’altro riferimento normativo è l’attuale regolamento del Comune di Genova per il rilascio della licenza di “sale giochi”, risalente al 1988 che indica alcune prescrizioni sulla distanza tra sale gioco e la distanza rispetto ai luoghi sensibili quali scuole, ospedali, caserme, luoghi di culto. Tuttavia, il decreto legge poc’anzi citato abroga qualsiasi tipo di restrizioni sulla distanza minima e la localizzazione geografica, rendendo inefficienti qualsiasi tipo di prescrizione amministrativa. Spero di sbagliarmi sulle considerazioni giuridiche finora svolte, ma se così non fosse, l’unica strumento che rimane da parte delle istituzioni, tra cui il Municipio e i suoi rappresentatati, è una campagna di sensibilizzazione sul ruolo sociale del gioco con le scommesse e le macchinette.

Si è dato avvio alla liberalizzazione in un settore molto rischioso e con forti ricadute sulla società perché la spirale del gioco, se non trova sufficienti freni morali e una forte consapevolezza da parte del giocatore, può senza difficoltà trasformarsi in dipendenza che rovina se stessi e le persone che ci stanno vicine. L’idea, ormai, diffusa che qualsiasi obiettivo possa essere raggiunto con facilità, senza sacrifici, si inserisce bene anche nel gioco dove lo slogan “ti piace vincere facile?” prospetta guadagni rapidi.

Soprattutto oggi, in un contesto economico difficile per il Paese e per la nostra città, è forte la tentazione da parte di molti, in particolare dei lavoratori e dei pensionati, di trovare la soluzione ad uno stipendio da cassa integrazione o ad una pensione minima con la vincita di questi tipi di giochi.

Per questo auspico che, laddove la legge non sia moralmente giusta, come in questo caso, sia necessario percorrere due strade: l’una quella di invitare i nostri parlamentari a modificare la norma in maniera tale da porre delle limitazioni a questo tipo di liberalizzazione perché non si può pensare di fare cassa per sanare i conti pubblici attraverso la percentuale delle entrate introitate dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato; l’altra, complementare o altrenativa, qualora la prima risulti più difficile da praticare, si avvii una campagna informativa ed educativa per responsabilizzare le persone, soprattutto i giovani e gli anziani dai potenziali rischi dovuti a una frequentazione eccessiva del gioco. Questo compito sia assunto dalle istituzioni più vicine ai cittadini, a partire dal Comune, i Municipi, i circoli ricreativi e le associazioni parrocchiali perché la politica e la società civile facciano fronte comune contro la febbre del gioco.

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Mobilità in Valpolcevera

30 novembre 2011 di Simone Femia

 

Lunedì pomeriggio 28 novembre 2011 si è tenuto un Consiglio monotematico nel Municipio V Valpolcevera sulla mobilità alla presenza dell’Assessore comunale, Simone Farello.

E’ stato un momento di confronto sulle prospettive della nostra vallata con un occhio sia sui grandi interventi infrastrutturali che toccheranno il nostro territorio sia a quelli di piccole e medie dimensioni che riguardano la quotidianità della vita dei cittadini.

L’Assessore Farrello non ha mancato di sottolineare la forte riduzione delle risorse per il TPL (trasporto pubblico locale) a seguito del taglio di risorse dallo Stato agli Enti Locali, tuttavia ha dato alcune risposte per la Valpolcevera in merito all’allungamento della metropolitana fino in via Canepari, visto che il Governo Monti ha dato alcune linee guida stabilendo che le opere con progetto definitivo abbiano le risorse per giungere al completamento dell’opera. Quindi qualcosa si dovrebbe muovere, nonostante non ci siano date di inizio o fine lavori.

Il parcheggio dell’Ex Area Fillea a Certosa dovrebbe essere rivisto nella strutturazione attuale dei posti auto, agevolando residenti da un lato, disco orario e sosta lunga come parcheggio di interscambio.

Sull’area dismessa delle FFSS della stazione di Pontedecimo il Comune si è reso disponibile per l’acquisto, ma ad oggi Ferrovie non ha dato segnali in tal senso di vendita. Sarebbe un peccato che FFSS non accettasse la proposta in vista da una parte di un guadagno economico e dall’altra di aumento degli introiti dovuti agli utenti che userebbero l’area per posteggiare e quindi la linea per raggiungere il centro.

Un’importante apertura si è avuta sulla disponibilità che il Comune collabori con il Municipio per risolvere le problematicità e le necessarie compensazioni per i lavori avviati del Terzo Valico che stanno interessando, in particolare, l’area di Fegino.

Infatti è questa una delle grandi opere che interessano il Municipio insieme all’inizio dei lavori del nodo Ferroviario genovese nel 2012 fino al 2016.

Questo ultimo comporterà la “metropolizzazione” dei treni FFSS, dando maggiore frequenza agli attuali convogli sulla linea. Nel periodo dei lavori le conseguenze concrete saranno la chiusura della linea tra la stazione di Rivarolo e quella di Sampierdarena e il passaggio dei treni nella zona Campasso. Tuttavia non è ancora chiaro quale piano il Comune da una parte con AMT e la Regione dall’altra vogliano mettere in campo per affrontare questo disagio che subirà il Municipio e i Comuni limitrofi a Genova.

Certamente c’è anche il nodo Gronda su cui è interessate riaprire il dossier sulla progettazione e sulle finalità dell’opera quando il Terzo Valico (corridoio europeo per merci e passeggeri) e il nodo ferroviario Ponente-Valpolcevera saranno completati. Perché se i dati su cui si è ragionati per la realizzazione della Gronda si basavano su uno scenario privi degli effetti delle due opere ferroviarie, si dovrebbe rivedere tutte le statistiche di traffico e mobilità proprio alla luce di questi due interventi e rivalutare lo scopo dell’opera autostradale.

Nonostante le grandi opere e i progetti in via di realizzazione, non mancano le criticità piccole o grandi che interessano il Municipio e che non ho mancato di sottolineare all’Assessore.

Partendo geograficamente da San Quirico, mancano la costruzione del marciapiede che porti alla nuova stazione e l’installazione del semaforo con passaggio pedonale a chiamata sui cui sono già intervenuto in passato.

A scendere all’altezza della chiesa del Serro, in Via San Quirico è necessario segnalare in maniera più chiara che è presente un pontino ferroviario che impedisce il passaggio degli autoarticolati, provocando dei rallentamenti alla circolazione. I “poveri” camionisti non adeguatamente avvisati pensano di passare, ma poi sono costretti a pericolose retromarce in via San Quirico per tornare sul ponte Barbieri a nord o verso l’autostrada se in zona Morigallo.

A Bolzaneto vige la sosta selvaggia nella via omonima con auto in doppia fila che ostacolano il passaggio della linea AMT 270, del 118, della Croce Bianca.

Nelle immissioni di via Custo e via Brea su via Pastorino non sono più rispettate le direzioni obbligatorie, causando ulteriori problemi ad un traffico già notevole in certe ore della giornata. In merito ho presentato un’interpellanza sul problema.

Il non rispetto della ZTL del CIV di Bolzaneto da parte dei cittadini non residenti e la mancanza di controlli da parte della polizia locale fanno sì che chiunque acceda con l’auto, rovinando la pavimentazione, già sollecitata dal passaggio non consentito.

Poi c’è la parte dell’area ex Compiano che rimane un “pianto” per i residenti e per i commercianti che chiedono più parcheggi per la sosta e la possibilità di recarsi a comprare. E’ necessario anche rivedere la strutturazione dei parcheggi a Bolzaneto perché non ha senso avere zona disco dopo l’ex Ospedale Pastorino in Via Faggioni e non invece in parte di via Bolzaneto, per esempio, permettendo un maggiore ricircolo delle auto.

L’altro problema irrisolto, di cui neanche l’Assessore regionale Vesco era pienamente consapevole quando venne in Municipio, è l’eliminazione del passaggio al livello del ponte San Francesco e la necessità di bypassarlo con un intervento su Via Bruzzo e zona del Prione.

A scendere geograficamente nel municipio. sia in via Teglia sia in via Celesia bisognerebbe rivedere il passaggio dei mezzi pesanti con container per evitarne il transito e, considerate le attività presenti in via Rivarolo, consentire di sfruttare i ponti ferroviari, ora non adeguatamente alti. Qua però la partita si fa difficile perché il Comune e la Regione dovrebbero farsi forti su FFSS e imporre un allargamento permettendo un accesso più adeguato e dunque liberando le viabilità ordinaria dai mezzi pesanti.

Quindi infine bisogna intervenire a Rivarolo sul nodo di Piazza Pallavicini che parzialmente rimane sollevato dalla nuova sponda destra, ma che rimane problema centrale di questa parte di territorio. Già il Piano Winkler prevedeva alcune proposte per la viabilità ed è l’ora di tirarle fuori dal cassetto, considerato che in questo ciclo amministrativo in chiusura 2007-2012 non è stato previsto nulla.

Durante l’intervento di lunedì ho toccato questi punti, alcuni dei quali condivisi già in maniera trasversale con altri consiglieri ed altri sono interventi che richiederanno anni e risorse per l’attuazione, non negandone la difficoltà per una rapida realizzazione; tuttavia è anche vero che altri piccoli interventi, qua richiamati, possono essere di facile attuazione se c’è la volontà politica di monitorare il territorio più adeguatamente, nonché un maggiore senso di civiltà da parte dei cittadini.


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Fare presto. Anche per un governo tecnico.

9 novembre 2011 di Simone Femia

Giunti al capolinea. Sì quello dell’onorevole Presidente Berlusconi che ha visto la sua maggioranza politica fermarsi a 308 deputati alla Camera ieri 8 novembre. Giorni concitati per il Palazzo, ma anche per la finanza italiana. Molti aspettavano un giudizio politico su questa maggioranza che andava avanti a colpi di fiducia e nel rincorrere i deputati perché fossero presenti al voto.

Una giornata importante quella di ieri che ha visto da una parte lo sfaldarsi di una maggioranza politica assoluta, ma dall’altra ha visto anche il senso della responsabilità delle opposizioni nell’astenersi e nel far approvare il Rendiconto generale dello Stato che, benché sia un documento che certifica la chiusura del bilancio dell’anno precedente, è un atto importante di politica economica che bisognava approvare.

Saggio è anche stato mantenere in piedi questo governo per avere i tempi di approvazione della legge di Stabilità (ex legge finanziaria) che determina come debbano essere gestite le risorse pubbliche e quali decisioni debbano essere prese per dare certezze e rilancio al nostro Paese. Il calendario parlamentare sembra chiaro ed entro il fine settimana sarà varata la manovra della finanza italiana.

Detto questo, mi preme sottolineare che l’Italia non è un paese paragonabile alla Grecia e che una certa lettura economica del nostro paese fosse volutamente negativa per il semplice motivo che al Governo ci fosse il presidente Berlusconi e non perché ci fossero dati oggettivi così gravi da certificare che l’Italia sia un paese prossimo al fallimento. Dispiace anche che ad assecondare questa tragica visione del nostro Paese ci sia messa una certa opposizione politica che, invece di difendere l’Italia dalle esternazioni talvolta infondate sull’economia italiana da parte di Commissari europei, portavoci vari e certa stampa europea, dà manforte a questa tesi per screditare il Paese in cui vive, non comprendendo che, invece di limitare a colpire il capo del Governo, colpisce e deride l’intero Paese.

E per questo che non tollero lezioni di politica economica dalla Francia, dalla Germania e del Financial Times quando, invece di indagare e criticare quei Paesi da cui è partita la crisi, pensano a speculare, fiancheggiati dai mercati azionari, sulla finanza italiana. Per questo ho condivido le parole del Presidente Casini che sia domenica sia il giorno delle risate Merkel-Sarkozy è stato l’unico leader dell’opposizione a dire che nessuno può permettersi dall’estero di deridere l’Italia.

Possiamo criticare il suo Premier, ma non il Paese!

Molti se ne sono dimenticati o fanno finta di non ricordare che:

  • la crisi finanziaria è nata negli Stati Uniti e ha colpito subito dopo la Gran Bretagna;

  • in questi due paesi sono fallite diverse banche, mentre in Italia non è fallita nessuna banca perché il nostro sistema bancario, essendo meno aperto all’estero, è rimasto più tutelato dai contraccolpi dei titoli derivati che hanno colpito molte banche europee;

  • il debito italiano, pur alto che sia, è principalmente interno e non dipende dall’estero;

  • la Francia e la Germania, le grandi signore, hanno le proprie banche nazionali piene di titoli di debito greci e non possono far fallire la Grecia, altrimenti i sistemi bancari franco-tedeschi salterebbero e con essi i due pilastri dell’Europa. Altresì ricordo che l’Italia sta aiutando, attraverso il fondo Salva Stati, la Grecia, quindi per una sua parte anche i francesi e i tedeschi;

  • se il debito italiano è alto, tanto più alto, ben di quasi quattro volte di più, il risparmio delle famiglie italiane: un rapporto 1:4 che il resto d’Europa ci invidia.

  • siamo il Paese con la più alta percentuale di famiglie proprietarie di case e meno indebitate sul lato dei mutui e carte di credito.

Ho voluto snocciolare alcuni dati le cui fonti sono la Banca d’Italia e la Commissione europea solo per dire che pensare che, saltato Silvio Berlusconi, i problemi spariscono, è fuori luogo, però è anche vero che il Paese non può essere dipinto peggio di quello che non è. Il nostro metro di giudizio sulla salute dell’Italia non possono essere certo i ristoranti e, come ha ricordato il senatore Pisanu (PdL), l’affollarsi delle mense della Caritas sono un dato preoccupante così come lo è il dato della cassa integrazione dei nostri operai, nonostante i timidi segnali di ripresa dell’export delle imprese italiane. Bisogna agire bene e in fretta per frenare la speculazione sui titoli di debito italiani il cui spread (indice che misura la differenza in punti con i Buoni del Tesoro tedeschi e quelli italiani e che determina l’interesse dei BOT italiani da pagare al compratore) sta salendo alle stelle per via di speculazioni finanziarie più o meno dipendenti dalla debolezza politica del momento.

Avviandomi alla conclusione auspico che, approvata la legge di stabilità, dalle consultazioni emerga la possibilità di un governo di transizione con ampia maggioranza che approvi quelle riforme economiche che questo triennio di governo Berlusconi non è riuscito a fare (perché nulla ha fatto di incisivo per i cittadini e per le imprese a differenza della legislatura 2001-2006), non solo quelle economiche, ma anche la riforma del sistema elettorale che preservi il bipolarismo con un sistema proporzionale maggioritario con preferenza.

Berlusconi lasci il passo a qualcuno più giovane nel suo partito, sia padre nobile del centro destra, assecondi la nascita di una maggioranza politica che comprenda quella parte moderata del paese, esclusa del governo da ormai 5 anni, e sia meno socialista e più liberale, proprio nell’ascoltare le opinioni altrui, smettendo di considerasi eterno. Nessuno è indispensabile.

Per quanto riguarda l’attuale opposizione stiamo certi che non farà grandi passi avanti e non avrà neanche i numeri per vincere perché se l’unica proposta che è riuscita a fare in questi tre anni è stata di gridare alle dimissioni (ancora sabato 5 novembre), in vista non c’è uno straccio di proposta economica e politica alternativa e, qualora vincesse, dovrebbe far approvare quelle riforme di liberalizzazione che l’Europa ci chiede, anche se non so quanta parte di una certa sinistra voglia accettarle (Si veda in tale senso il primo referendum che, ahimè, non riguardava solo l’acqua).

Alcide De Gasperi ricordava che con le consultazioni si entrava in una foresta da cui non facilmente se ne usciva. Spero che questa volta si possa trattare di una semplice passeggiata in giardino. Sì quella del Quirinale.

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