Migranti: quanta ipocrisia!

L’ultima polemica agostana del leader della Lega Nord Matteo Salvini contro il Vaticano e la Chiesa italiana mi è parsa veramente ridicola perché punta il dito dove non dovrebbe puntarlo.

Dove è l’europarlamentare Matteo Salvini a denunciare l’Europa inadempiente, indifferente, egoista di fronte a questa emergenza?

Dove sono i parlamentari della Lega Nord a presentare mozioni, interrogazioni al Ministero degli Affari Esteri italiano per denunciare l’inadempienza del Governo che è passivo all’emergenza, che dovrebbe richiamare gli ambasciatori e i consoli dei paesi dai cui partono i viaggi della speranza, da cui provengono i migranti, che dovrebbe mobilitare mezza Europa per sedersi al tavolo e proporre soluzione a questa emergenza.

Se la Lega Nord vuole accodarsi ad un certo andazzo anticlericale che già conosciamo da una certa sinistra ed ideologia anticlericale su altri temi cari alla Chiesa, si accomodi pure, questa strategia porterà a qualche voto in più, ma con quale obiettivo? Farci vivere con più paura del prossimo?

Io ho più paura dell’ipocrisia del mio Stato che del povero cristo; temo più le informazioni che mi propinano i media invece delle storia di ‘sta gente.

Che Salvini tuoni che il Vaticano o la Chiesa non accolga i migranti, come se già non lo facesse, suona fuori luogo.

Mi stupisco invece che la sua Lega Nord non proponga in Parlamento delle iniziative perché questi migranti, in attesa di destinazione, siano “impiegati” nelle comunità locali. Considerato le tante norme nazionali e internazionali che bloccano la possibilità di “far fare qualcosa” a queste persone, soprattutto giovani, perché non si creano le condizioni normative affinché questi giovani facciano qualcosa per il bene delle comunità che li accolgono (pulizie strade, giardini, etc)? Ecco che non li vedremmo “vagare” per le strade, sarebbero impiegati e monitorati.

Salvini vada a denunciare il Parlamento Europeo e Italiano inadempienti a tutelare i cittadini e denunci, come è giusto, chi guadagna illegalmente attraverso le cooperative che gestiscono i migranti accolti, ma poi non spari delle belinate padane su chi, come la Chiesa, laici e presbiteri, fa il suo servizio e annuncia quelle che deve dire!

Faccia delle proposte concrete e di buon senso, questo lo porterebbe ad essere nelle condizioni di poter un domani andare al Governo. Di populisti non ne abbiamo bisogno.

Se vuole capire qualche ragione in più sulle migrazioni, si vada a leggere l’enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco, in particolare, il primo capitolo: se i migranti vengono a frotte in Italia e Grecia, è perché i nostri governi occidentali hanno le loro colpe. A forza di mungere i paesi di provenienza dei migranti, senza dargli speranze di crescita in quei luoghi, queste persone, con la più o meno implicita benedizione dei loro deboli governi, illegalmente partono per l’Occidente.

Infine, a proposito dell’ipocrisia istituzionale, vorrei raccontare di quando in Francia, a Lourdes in giugno, ricevetti il nuovo conio francese di due Euro.

Francia-2-euro-commemorativo-70-anni-pace-europa-2015Nella moneta è raffigurata una colomba che porta un ramoscello le cui foglie sono composte di stelle e delle sigle nazionali dei vari Paesi dell’Unione europea.

Ora che la Francia emetta questa moneta commemorativa dei 70 anni di pace in Europa nel momento in cui rifiuta una qualche collaborazione con l’Italia, paese confinante, in merito alla gestione gli immigranti provenienti dal Nord Africa, mi lascia molto perplesso.

Così come mi lascia stupito il fatto che nel momento in cui l’Italia, nel bene o nel male, si trova ad affrontare il flusso di migranti, nessuna istituzione europea o qualche organismo internazionale ha pensato di intervenire o supportare l’emergenza.

Di questo, caro Salvini, ho paura, dell’Ipocrisia!

P.S. Stai sereno che chi ti scrive non è un catto-comunista, ma anzi un cittadino che spera che il nuovo governo regionale possa cambiare e migliorare la mia terra ligure, ricordandoti che il mare è luogo di apertura, accoglienza e crescita umana ed economica.

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Regionali 2015: votare o andare al mare?!

Regione Liguria 2E’ un dubbio che emerso in questi ultimi giorni perché mi domando se ha senso andare a votare alle prossime elezioni regionali in Liguria.

Mi domando se abbia senso di fronte al contesto politico nazionale in cui ci troviamo e ai candidati e alle coalizioni che si presentano a governare la Regione.

A livello nazionale il Premier  Renzi pare essere il dominus del contesto nazionale.

Non ha un’opposizione che possa candidarsi a guidare l’alternativa.

Forza Italia sembra un partito mummificato che con la presenza di Silvio Berlusconi sembra non volersi  rinnovare internamente, bloccando l’inserimento di forze nuove.

Il Movimento 5 Stelle sembra essere un’opposizione intransigente che vota a prescindere no anche a provvedimenti che potrebbe contribuire a migliorare per il bene del Paese. Preferiscono mantenere una certa forma di purezza politica non capendo che l’azione politica è mediazione, non nella sua accezione negativa di accordo al ribasso, ma di azione propositiva.

La Lega Nord, guidata da Salvini, mette al centro la sola questione immigrati quale causa di ogni e qualsiasi problema del Paese, dimenticando che la questione non può risolverla solo il nostro Paese e che si tratta di persone e non di merci. Si pone altresì con delle proposte che, di fondo, potrebbe trovare anche degli spunti alternativi alle scelte fatte finora ma l’arroganza e la supponenza di esporre le idee con quella mancata capacità di condivisione e dialogo pongono la Lega Nord nell’incapacità di assumere la guida di Governo.

Il Nuovo Centro Destra è votato ad essere il bersaglio di ogni critica. La posizione assunta da questa forza politica non è facilmente comprensibile. Criticati dal partito da cui provengono, non hanno la forza politica del Partito Democratico che, nonostante le sue contraddizioni, predomina la scena decisionale e detta le regole. A livello nazionale e di proposta politica le idee sono condivisibili, ma a livello regionale non c’è stata la volontà di formare e scegliere dei dirigenti che fossero all’altezza della novità politica a cui questa forza poteva essere chiamata a svolgere.

Ora è giunto il momento di due paroline sul Partito Democratico. E’ evidente che ci siano due anime  all’interno in opposizione.

L’una è quella di Renzi che si fonda su uno stile di programma e di azione oratoria simile a quella dell’allora presidente Berlusconi, fatta di annunci, spot, twitter e post e che ha fatto approvare una serie di provvedimenti che da sempre il centro destra proponeva, ma che solo ora, con questa strana maggioranza di sinistra-centro-centro, sono stati approvati; l’altra è quella che ha sempre contrastato questo agire politica ma che non è mai riuscita ad andare al Governo se non con lo stile dell’attuale Premier.


Regione LiguriaA livello regionale
mi limiterò a guardare alla mia Regione.

Intanto è interessante osservare come la sinistra si sia divisa a dimostrazione che l’anima più di sinistra, guidata da Pastorino, separandosi dalla candidata Paita, abbia in qualche modo dimostrato di disconoscere l’operato del Governo a guida Burlando in questi 10 anni. Se si fosse certi del buon operato politico degli anni precedenti, perché dividersi alle elezioni?  Evidentemente è chiaro che, fatta salva la crisi, c’è stata l’incapacità di stimolare l’economia regionale e di dare a questa terra una speranza e una prospettiva di crescita.

Altresì è inspiegabile l’immobilismo del centro destra che non è stato in grado di selezionale un ligure quale candidato alle Regionali o piuttosto ha sacrificato un ligure, il leghista Rixi, a Giovanni Toti che di ligure non ha niente, che nulla conosce di questa terra, ma che è mediaticamente più conosciuto.

Sullo scenario regionale ho trovato interessante il commento di Luca Bizzari che con un post “non so chi votare, aiutatemi”, riportato dai quotidiani locali, ha fotografato bene le candidature liguri.

Le esigenze di questa terra sono evidenti: lottare contro la disoccupazione giovanile, ridare il lavoro a chi lo ha perso, agevolare dunque sul piano fiscale l’apertura di nuove aziende, valorizzare e internazionalizzare la vocazione turistica di questa terra, investire sulle infrastrutture a tutto tondo (dai collegamenti ferroviari, al potenziamento aereo ad una viabilità stradale funzionale e messa in sicurezza).

Ora più o meno tutti i candidati hanno delle proposte in merito  ma ora il discrimine della scelta alle prossime votazioni è tra continuità con un passato, ora più o meno diviso, oppure la discontinuità di votare una proposta politica che dia un taglio netto con il passato, osare e dare credito ad una proposta politicamente diversa.

Sicuramente, da cittadino medio, mi è passata per la testa l’idea di non andare a votare e organizzare un bel lungo weekend fuori porta, complice il ponte del 2 giugno, ma la coscienza politica e il mio passato da eletto mi chiamano a votare per sperare, come sempre ad ogni votazione, che possa vincere chi possa rispondere con proposte per il bene di tutti, per il bene comune.

Ricordando che si voterà domenica 31 maggio dalle 7 alle 23, di seguito nel link riporto i candidati presidenti della Regione Liguria e le relative liste elettorali che si presentano nella Provincia di Genova.

Elezioni Regione Liguria_Candidati Provincia Genova

La scheda alle elezioni regionali è di colore verde.

regionali_liguria_scheda_elettorale_2015

Possono essere espresse due preferenze: una per il candidato presidente della Regione e una per eleggere un consigliere regionale.

In alternativa si può esprimere un’unica preferenza: per il Presidente o per la lista. In quest’ultimo caso la preferenza sarà conteggiata anche per il candidato Presidente della stessa.

L’elettore potrà inoltre decidere di esprimere un voto disgiunto: ovvero votare il Presidente appartenetene ad una lista e accordare la preferenza al candidato consigliere di un’altra lista.

Nell’esprimere la preferenza di lista ad uno dei candidati, è necessario scrivere nome e cognome del candidato accanto al simbolo della lista.

Buon voto a tutti!

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Mugugno alla ligure

Non posso non parlare. Taccio da troppo tempo e ore qualche cosa lasciatemela dire.

Primarie del centro sinistra in Liguria.

Dopo una settimana di tensioni e di polemiche all’interno del centrosinistra, sancita la regolarità dell’esito delle primarie e la vittoria di Raffaella Paita, l’ex sindacalista della CGIL e attuale europarlamentare del PD Sergio Cofferati, sconfitto dall’esito del voto, ha deciso di lasciare il partito.

Ora, da cittadino medio, dico “Non accetti la sconfitta e te ne vai?!” da un partito che ti ha ospitato e che ti ha permesso la rielezione al Parlamento Europeo? Come minimo Cofferati deve uscire del gruppo PD europeo se non dimettersi dalla carica (anche se tale gesto è trasversalmente improbabile da qualunque eletto, anche del PD).

Considero alquanto imbarazzante la scelta della fuoriuscita da osservatore esterno e posso ragionevolemte giustificarla se la scelta dell’Europarlamentare sia stata dettata come l’inizio di una chiara scissione all’interno del PD da parte di primariechi non ha mai digerito la gestione del Segretario Renzi.
Mi ricorda molto la scissione dei DS che non volevano confluire nel PD e che in Liguria ebbe il suo seguito.
Del resto, data la notizia delle dimissioni di Cofferati, sono subito emerse le fratture sia a livello locale sia a livello nazionale con tutte le ripercussioni del caso.

E cosi via ad un nuovo rimescolamento nel PD che non credo possa raggiungere alle prossime tornate elettorali quel famoso 40% di voti di democristiana memoria.

Ora in Liguria era anche evidente che, se Cofferati non avesse vinto, qualcosa sarebbe successo nel PD ligure.

Considerato che la vecchia base del DS/PD non ha mai digerito la segreteria Renzi, non avrebbe mai digerito la Paita, renziana, come presidente della regione, e dunque, per ridestare una base democratica delusa e che non si riconosceva dallo stile renziano, era necessario una figura che risvegliasse le anime sopite della sinistra: allora ecco per le primarie liguri Cofferati che, con Genova non c’entra niente (perché direi che non basta avere la residenza per essere ligure), per tentare il colpaccio. Invece si scopre un profilo che non accetta la sconfitta alla faccia della democrazia interna.

E negli altri schieramenti?

logo-nuovo-centrodestra-660x330Centro destra: i capponi dei Promessi Sposi. Alla luce di un centrosinistra lacerato, la lungimiranza della controparte politica cosa decide? Tutti divisi alle prossime elezioni. Scelta strategica azzeccata! Classe politica che vede lontano! Due considerazioni a caldo: o sono scemi o c’è un disegno politico per assecondare la vittoria del centrosinistra. Mi spieghino lor signori perché andare divisi: che senso ha che la Lega Nord si presenti da sola rispetto a Forza Italia e gli altri schieramenti. Mi spieghino poi perché, a leggere la cronaca politica locale, il centrodestra si presenti non con una miriade di liste civiche.

Cosa pensano? Di prendere un sacco di voti da presentarsi così divisi? Non forse è chiaro che con l’uscita di scena di Berlusconi dal 2011 è iniziato il declino e che solo l’unità e un sano esame di coscienza politica permetterebbe un minimo di sopravvivenza?

Infine mi spieghino poi i dirigenti del Nuovo Centrodestra perché sostenere la Paita. Se il significato del “Nuovo” sta nel sostenere il centrosinistra, beh allora la poltica italiana sta involvendo nel verso giusto!
Angelino Alfano non dice niente in merito?

Cronaca internazionale: attentati di Parigi.

Sono profondamente addolorato quando delle persone sono uccise barbaramente da terrosti portatori di odio e morte verso l’umanità, ma sono ancora più colpito quando l’uomo strumentalizza Dio/Colui che è al di sopra dell’uomo per i suoi sporchi fini umani. Tuttavia, pur non giustificando un così estremo atto di violenza, non mi trovo assolutamente con lo stile espressivo, il dileggio e il mancato rispetto che il quotidano Charlie Hebdo ha espresso ed espParigi, un milione in piazza per ricordare le vittime di Charlierime nei confronti delle religioni.

Del resto il substrato culturale da cui provengono gli artisti delle vignette sono di matrice anticlericale, comunista e atea dell’area più estremista e se qualcuno obietta che la libertà di espressione giustifica questa satira, allora questa non è la mia satira, quella che dileggia il sacro e quindi quanti credono sia essi cattolici, musulmani, induisti, etc.
Premesso che sono da condannare tutte quelle manifestazioni di violenza, ieri rappresentate da Al-Qaida, ora dall’ISIS, sincermente non mi faccio spaventare da ciò che tali azioni comportano. In tal senso non dico che bisogna rimanere inermi di fronte a queste cellule di folli, ma a volte credo che mediaticamente si voglia creare appostiamente un clima di terrore, di inquietudine verso il prossimo.

E non posso non manifestare altresì un profondo senso di tristezza quando vedo certe immagini di uomini e donne, ma soprattutto giovani che inneggiano alla morte di un confratello nell’umanità, bruciano vessili e leggono tristi messaggi di morte: mi domando che senso abbiano dato alla loro vita. Mi fanno pietà perché come uomini si abbassano ad animali, privandosi di quel dono che è la ragione da cui proviene il senso dell’umanità.

Diario personale.

expo2015Un ragazzo in fuga. Sì, in fuga dalla sua Liguria perché migliori lidi lavorativi si trovano fuori. E così sono approdato in terra lombarda. La nostra terra non offre molto per i suoi figli e allora si va verso il Milanese e dintorni o persino fuori Italia.
Allora non mi stupisco che Genova sia la città più anziana dell’Italia, d’Europa, del mondo e, oserei, persino dell’Universo raggiunto dagli amici di Interstellar.

Segue ovviamente una domanda: cosa si è fatto finora perché la terra ligure non disperdesse i suoi giovani fuori? I prossimi amministratori regionali avranno un minimo di idea per questa terra? Qualche abbozzo di piano industriale? Ma ovviamente se questo Paese non ha idea di dove andare, tanto meno non può saperlo una sua Regione.
Tale padre, tale figlia. Buona Notte.

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Pensieri politici pre-vacanzieri

Prima della pausa estiva non mancano gli argomenti su cui esprimere qualche considerazione.

Politica interna

Ricordo che quando l’allora governo di centro destra guidato dal premier Berlusconi propose la riforma costituzionale approvata dalla sola maggioranza politica nel novembre del 2005 si andò al referendum nel giugno 2006.

Nel metodo i media gridarono allo scandalo per una riforma affrettata senza la condivisione dell’opposione, a questa fu data molto spazio sulla stampa per esprimere le ragioni della contrarietà e anche all’interno della maggioranza non mancarono i malumori; nel merito eminenti costituzionalisti lanciarono delle bordate non indifferenti e, andati al referendum come previsto dalla Costituzione, la riforma fu respinta con pace del tempo perso.

renzi boschiOra l’attuale governo Renzi sta portando avanti un’altra riforma costituzionale e non mi pare che nel metodo si stia disconstando dall’allora maggioranza di centro-destra: tempi serrati, mancata condivisione con le opposizioni e malumori all’interno del partito del premier. La differenza però la stanno giocando i media: vedo un maggiore occhio critico verso le opposizione e meno sul metodo autoritario del governo che non ammette rallentamenti della riforma, consapevole che si andrà all’ennesimo referedum costituzionale se la riforma fosse approvata dalla sola maggioranza assoluta.

Ora è necessario procedere in tal senso?

Non si può discutere la riforma ampliando la maggioranza fino ai 2/3 senza ricorrere al referendum? Cercare di trovare un accordo tra le parti? Ne uscirebbe più autorevole lo stesso Renzi con una rifoma ampiamente condivisa.

Abbiamo eletto dei parlamentari perché abbiano la lungimiranza (?) di approvare una riforma che guardi al bene comune e non all’interesse di parte e serenamente credo che talvolta i cittadini non abbiamo quella conoscenza tale da esprimere con un SI’ o un NO la bontà di una riforma, risparmiandoci anche l’ennesimo referendum al quale si giungerebbe con toni accesi e di forte contrapposizione.

Nel metodo aggiungo che, se alcuni aspetti siano di interesse, non trovo tutta questa urgenza nella riforma costituzionale ovvero siamo sicuri che sia questa la riforma che chiedono i cittadini in un momento in cui è più importante approvare le riforme sul mercato del lavoro per cambiare il trend della disoccupazione giovanile e dare fiato alla ripresa economica?

Il Jobs Actc e le proposte del ministro Poletti sulla competitività che fine hanno fatto?

Politica estera

Medio Oriente

Continuo a domandarmi le ragioni del conflitto tra Israele e Palestina e sinceramente non riesco a schierarmi da una parte o dall’altra se non stando dalla parte della pace tra i popoli. Nella testa mi frullano tante domande.

giovani israele palestinaOra perché è iniziato questo ennesimo conflitto?

Perché Israele deve sentirsi continuamente minacciata? E’ intenzionale mantenere all’interno dello Stato israeliano questo stato di tensione tra i suoi cittadini? E’ funzionale a qualche lobby questa situazione? Volete dirmi che gli IsreaelianI siano tutti guerrafondai e che non sappiano, rispetto alla loro storia, quale siano gli svantaggi di questa strategia di tensione e segregazione?

Perché in Palestina l’attuale governo non prende decisioni contro le fazioni estremiste di Hamas? Dove è finito il fronte moderato di Al Fatah? Perché non alza la propria voce?

Perché quando termina un fronte caldo di tensione come quello tra Israele e Iran, se ne deve aprire un altro tra Israele e Gaza?

Iraq

Perché la situazione in questo Paese sta degenerando? Perché gli equilibri di clan sono saltati? Perché stanno avanzando le frange estremiste che si richiamano all’ISIS per il ripristino dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante? E’ ISLAM una religione quando si considerano oggetti le persone di religione diversa con l’avanzata della persecuzione dei cristiani in queste terre?

Comunità internazionale

Renzi va in Africa sì, ma nell’Africa che conta economicamente (Mozambico, Congo-Brazzaville e Angola) e non esprime una parola forte contro l’Africa della persecuzioni e delle tensioni (Nigeria, Sudan, Kenya). Da Presidente del semestre europeo non spinge neanche il Parlamento a prendere una posizione sui conflitti e le persecuzioni in corso. Mi pare che un’ottima analisi sull’attuale inerzia europea sia espressa magistralmente da Ernesto Galli della Loggia su un editoriale del 28 luglio 2014 del Corriere della Sera dal titolo “L’indifferenza che uccide”.

L’ONU? Mi domando il senso di questa istituzione che si mantiene grazie ai contributi anche di noi Italiani e che non mi pare che in un contesto multipolare come quello attuale stia agendo per far diminuire i conflitti che invece sono in aumento.

Fecondazione eterologa

Come ho avuto modo di esprimere in un post su Facebook del 9 aprile ho tanti dubbi e poche certezze sulla fecondazion eterologa. Qua lo ripropongo e di seguito aggiungo qualche dubbio.


Un paio di rapide considerazioni di fronte alla sentenza della Corte Costituzionale sulla abolizione del divieto della fecondazione eterologa:

1- considerato il referendum del 2005 che voleva smontare la legge 40 sul quale la volontà del popolo si è espressa chiaramente contro la fecondazione eterologa, perché il potere giudiziario contraddice il voto del popolo sovrano?

2- il bimbo o la bimba che nascerà dal donatore anonimo potrà o ha il diritto di conoscere il suo papà o la sua mamma biologica o si lascerà il dubbio e l’anonimato della sua origine biologica?

3 – il donatore non ha il dovere o no di sostenere moralmente ed economicamente il bimbo o la bimba che ha contribuito biologicamente e indirettamente a far nascere oppure avremmo l’ennesimo caso di irresponsabilità educativa o genitoriale?

4 – chi ci assicura che il bimbo o la bimba da grande non si unirà sessualmente con un’altra persona con cui condivide parte del proprio DNA?

5- chi dona spermatozoi o gli ovuli quale tornaconto ha? Filantropismo? Ritorno economico?

6 – chi sceglie il donatore con quali criteri lo fa? Occhi azzurri, alto/a, bello/a, biondo?

Se fosse così allora non mi candido come donatore sia perché non ho chance di essere scelto sia perché non condivido il razzismo ariano 2.0!

Sono domande forse troppo “terra terra” però qualche dubbio sulla fecondazione eterologa mi rimane…mah!

Post Facebook del 9 aprile 2014


eterologaDi fronte alle tristi notizie che giungono sulle contraddizioni che la fecondazione eterologa sta comportando (si vedano il caso dell’Ospedale Pertini di Roma sugli embrioni scambiati; la nascita di un bimbo da madre surrogata per quella coppia canadase di uomini; il figlio down nato da una povera donna thailandese che aveva bisogno di denaro e abbandonato da parte della coppia australiana perché il figlio/prodotto richiesto non era perfetto) chi sono i soggetti deboli in questi casi? Chi giuridicamente avanza diritti più di altri? Solo chi può parlare? Chi ha più denaro per ricorrere a certe tecniche?

Anche lo stesso Comitato di Bioetica italiano (che è composto da autorevoli membri di diverse sensibilità) è stato molto prudente su questi temi rinviando di esprimere una posizione e certe sentenze della magistratura nonché il coinvolgimento emotivo non aiutano a risolvere queste delicate situazioni di coscienza quando è necessario mettere al centro il bene e la dignità della persona umana. La politica agisca in tal senso.

Buone vacanze e buona ripresa!

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Al centro i cittadini europei!

1914 – 2014: cent’anni dalla Grande Guerra

Le prossime elezioni europee del 25 maggio si svolgeranno in un anno particolare che dovrebbe far assumere un significato diverso a queste votazioni.  I più non ci hanno fatto caso, ma sono trascorsi cento anni dalla scoppio della prima Guerra mondiale che sconvolse l’Europa insieme a numerose battaglie in Africa, in Asia e nei fondali marini.

PGMIl 28 giugno 1914 l’erede al trono dell’impero austro-ungherese, l’Arciduca Francesco Ferdinando, veniva ucciso da un nazionalista bosniaco e il 4 agosto 1914, dopo vani tentativi diplomatici, gli eserciti prussiani e austriaci si muovevano rispettivamente verso la Francia e verso la Serbia facendo deflagrare un conflitto che avrebbe ucciso e mutilato intere generazioni di cittadini europei (rispettivamente quasi 10 milioni e più di 21 milioni, escludendo i dispersi).

Dopo cent’anni e dopo un altro conflitto mondiale, l’Europa ora è ancora unita sotto un’unica bandiera accomunando popoli e culture diverse in nome della solidarietà, della pace e della libertà. Tuttavia questi pilastri possono essere profondamente minacciati se l’Europa dimentica l’origine della sua integrazione e non saprà dare risposte ai cittadini che, percependo l’Europa come una sola entità burocratica, chiedono un cambio di passo alle istituzioni europee (basta considerare il crescente euroscetticismo trasversale tra i Paesi membri).

Domenica 25 maggio (ore 7-23): elezioni europee

La crisi economica ha amplificato la difficoltà di arrivare a fine mese per le famiglie e di trovare un’occupazione per i giovani e tali ragioni sono valide perché si pensi più ai propri interessi e meno tempo si ha alla partecipazione politica in una fase in cui non ci sono risposte dai governanti ai problemi del lavoro. Credo che l’uomo quando è nel bisogno istintivamente sia portato al “si salvi chi può”, invece che al nobile “sacrificio di sè” per gli altri.

Lo stallo economico sta facendo sentire i suoi effetti: nella sola Genova Fincantieri, Ansaldo, Eriksson, Piaggio sono in piena agitazione, tra cassa integrati e mobilitati, e il relativo indotto è colpito; nel resto d’Italia la situazione non è tanto diversa: la FIAT, ora FCA, ha lasciato di fatto il Belpaese dopo avere goduto di ingenti somme di denaro pubblico con la Cassa integrazioni per salvaguardare i dipendenti e i pochi colossi industriali italiani sono stati e stanno per essere cannibalizzati da paesi stranieri senza aver chiaro quale sia la prospettiva industriale da dare in Italia, mentre la disoccupazione continua a rimanere alta.

La campagna elettorale sta passando sotto tono. Per le strade, prima dell’avvio dei comizi elettorali, pochi erano i “gloriosi” manifesti partitici 4×3 metri affissi diversamente ad una decina di anni fa e ora, in tempo di par condicio, sono ancora meno i manifesti dei partiti e dei singoli candidati negli appositi spazi. Certamente la comunicazione politica sarà cambiata, ma anche i soldi sono finiti!

NCD EuropeePoi nel nostro Paese le elezioni europee sono sempre considerate l’occasione per giudicare il Governo nazionale invece di valutare le politiche dell’Unione Europea. Quindi in primis Berlusconi promette la pensione minima ad 800/1000 euro; Grillo urla che, se dovesse vincere, manderà a casa Napolitano (ora mi spieghi cosa c’entra il Presidente della Repubblica con l’elezione del Parlamento europeo) e non solo, decide anche di presentarsi in Tv, da Vespa poi, per fare campagna elettorale (ma non era lui che cacciava i suoi quando si presentavano in televisione mentre ora lui si presenta a “Porta a porta” che ha sempre considerato il salotto dei potenti?! Che coerenza!); Renzi, dopo aver cacciato Letta e senza neanche essere eletto parlamentare, ha promesso 80 euro in busta paga e tale promessa mi ha ricordato il suo avversario Berlusconi che prometteva tante cose nel 2001, ma che poche ne mantenne, ora vediamo cosa accadrà; l’area dei moderati, orfana di una formazione politica che la rappresenti, è in cerca di una voce che ne porti avanti le istanze e mi domando se il Nuovo Centro Destra sarà in grado di farlo con una classe dirigente nuova che sappia spazzare via uomini e donne di dubbia moralità politica al proprio interno (inciso: anche le altre formazioni politiche non scherzano).

Quindi nonostante la “caciara” politica italiana, sarebbe opportuno invece che sapessimo che l’Europa gioca un ruolo fondamentale nella vita di noi cittadini perché attraverso i regolamenti, le direttive e le raccomandazioni e le sentenze della Corte di Giustizia europea ha il potere di vincolare o di suggerire determinate norme per il nostro Paese.

In questi ultimi cinque anni, nel pieno della crisi economica, l’Unione Europea non pare aver dimostrato, almeno nei confronti di alcuni paesi comunitari come l’Italia e la Grecia, vicinanza con aiuti concreti e flessibilità intelligente.

Famiglia: la BCE ha fatto un prestito di 1000 miliardi per salvare i bilanci delle banche europee ma nemmeno un soldo è stato versato a favore delle famiglie e delle imprese strozzate dai debiti.

Diritti civili: premesso che non ho mai compreso l’aggiunta dell’aggettivo “civile” come se esistessero di contro canto dei diritti “incivili”, perché il Parlamento europeo impegna il suo tempo con risoluzioni ideologiche su temi sensibili (famiglia, vita, educazione scolastica, salute) di cui ho già parlato in un precedente post, invece di proporre e spronare la Commissione UE ad adottare politiche che salvaguardino i diritti già normati che non trovano adempimento uniforme nel Continente? In tema di giovani, diritto al lavoro, tassazione finanziaria si stanno creando delle profonde diversità tra Paesi membri tali che si prospetta un’Europa di serie A e di serie B. Perché non si interviene su questi ambiti?

Sociale: molti operatori no profit, che stanno combattendo contro la povertà in aumento, invece di trovare sostegno dall’UE, devono amaramente constatare il blocco dei fondi europei contro l’indigenza. Nonostante le associazione di carità laiche e religiose stiano operando perché ci sia il minor spreco tra le risorse distribuite, tra questi il Banco alimentare i cui aiuti dipendono dall’AGEA sarà costretto ad una raccolta straordinaria il prossimo 14 giugno chiedendo aiuto alla generosità dei singoli cittadini.

Agricoltura: invece di sostenere la biodiversità e le tradizioni agricole, la Commissione europea minaccia di infrazione il nostro Paese se non adotta le semenze OGM. Ora chi ha avuto modo di assaggiare frutta e verdura di tale consistenza, nota la differenza tra la specie naturale e quella OGM. Ora, a chi giova adottare e imporre quote di OGM nel settore agricolo? Quali aziende hanno interessi nell’OGM? Perche il nostro Paese deve svendere la qualità e la diversità in nome della libera circolazione di alimenti artefatti invece di essere incentivato a riscoprire le varietà già esistenti?

Immigrazione: nonostante il progetto Mare Nostrum co-finanziato dall’UE, l’Europa ha abbandonato l’Italia ad affrontare il problema senza una politica frontaliera comune che veda coinvolti gli altri Paesi membri sordi alle criticità dei confini meridionali. Il fatto che stupisce di più è che il problema riguarda uomini e donne disperati che cercano di fuggire dalla miseria. Se l’UE è particolarmente rigorosa nei conti e nel tutelare la libera circolazione delle merci, perché non è altrettanto rigorosa e attenta nel salvare la vita di vite umane nei viaggi della disperazione, sostenendo il nostro Paese e avviando un serio confronto con i Paesi da cui provengono e partono gli immigrati?

Esteri: la voce dell’UE in politica estera è praticamente pari a zero e la debolezza dell’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Catherine Ashton, ne è la dimostrazione. Sulle cosiddette primavere arabe, la crisi in Siria e quella attuale in Ucraina, l’UE non ha assolutamente assunto una posizione decisa, ponendosi anzi in una situazione supina rispetto agli USA e alla Russia. Parentesi: la debolezza della politica estera europea è pari a quella italiana dove l’attuale ministro degli Esteri, Federica Mogherini, non mi pare assolutamente paragonabile ad Emma Bonino che, al di là della provenienza partitica, ha avuto e ha l’esperienza e le competenze in questo ambito.

UESu questi temi vorrei che i partiti italiani potessero fare delle proposte e dire come agirebbero con i propri rappresentanti eletti, invece di divagare su temi strettamente nazionali su cui il Parlamento europeo non ha nessuna competenza.

Tuttavia un elemento positivo della legge elettorale italiana per le Europee c’è: la possibilità da parte dell’elettore di esprimere un numero massimo di tre preferenze (al massimo 2 maschili e una femminile o viceversa pena la nullità della terza preferenza) e quindi di scegliere il candidato che più si avvicina ai suoi valori. Ecco un motivo in più per esercitare il proprio diritto di voto.

Sui valori si giocherà la sfida della prossima legislatura europea perché o l’Unione Europea, consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, si fonderà su valori della dignità umana, della libertà dell’uguaglianza e della solidarietà, creando uno spazio di sicurezza e giustizia (cfr. Preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell’UE) oppure la strada della disgregazione comunitaria sarà dettata dalla vittoria degli euroscettici e dei nazionalismi di ritorno.

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