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25 Giugno: per Bucci Sindaco

Ultimi giorni prima scegliere il nuovo sindaco di Genova: da una parte la continuità conservativa guidata da Crivello, dall’altra la prospettiva di cambiamento guidata da Bucci.

Se si vota per Crivello significa che si è soddisfatti di come è stata governata fino ad oggi la città.

Se si vota per Bucci, significa che si vuole dare una nuova chance di futuro a questa città.

Ci sono due elementi preoccupanti che hanno caratterizzato questi ultimi anni di governo di centrosinistra: il forte astensionismo al voto e il calo demografico.

Da una parte chi non è andato a votare ha espresso anche un giudizio negativo sull’Amministrazione uscente oltre che un crescente disinteresse verso la scelta dei propri amministratori (ergo la democrazia sta subendo un forte contraccolpo perchè non si coglie il valore intrinseco per esercitare la libertà di scelta e di espressione).

Dall’altra se l’ISTAT certifica ulteriormente un calo demografico (popolazione Genova nel 2007 abitanti n° 610.887, nel 2016 abitanti n° 583.601 – meno abitanti n° 27.286), significa anche che nessun provvedimento, nei limiti delle competenze dei comuni, è stato adottato per incentivare la natalità e creare le condizioni per vivere a Genova.

Ho già espresso precedentemente la mia opinione sui principali schieramenti in campo e non ci possiamo più permettere l’immobilismo e pensare di vivere di una rendita che non c’è più.

O si cambia ora o non si cambia più!

Domenica 25 giugno delle ore 7 alle ore 23 invito a votare Bucci, barrando una X sul nome della scheda, come di seguito indicato.

 

Buon voto!

#ElezioniGenova2017 #BucciSindaco #VotaBucci #GenovaSuperba #GenovaMeravigliosa 

 

 

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11 giugno 2017 – Genova al voto

Prima di entrare nel silenzio digitale alla vigilia del voto di domenica 11 giugno, sono necessarie ancora alcune riflessioni su alcuni temi molto sentiti dalla cittadinanza.

Sul capitolo Società Partecipate due osservazioni sono rivolte principalmente ad A.M.T., l’azienda dei trasporti e A.M.I.U..

Su A.M.T. sono evidenti l’anzianità del parco mezzi (età media 10,84 anni, dati al 2013, come riportato dall’Osservatorio nazionale del TPL) con conseguenti criticità durante i viaggio (porte che non si chiudono, mancate accensioni), soprattutto nelle ore di punta con lavoratori e studenti che si spostano; la mancanza di un sistema di bigliettazione elettronico e dei relativi tornelli ai varchi metropolitani per garantire la convalida del biglietto, come accade nelle grandi capitali europee e città italiane; una maggiore integrazione (praticamente quasi inesistente) con il sistema ferroviario cittadino e con i parcheggi delle automobili che garantiscano maggiore mobilità, anche al fine di evitare il calo dei passeggeri che utilizzino i mezzi pubblici (-2,1% di passeggeri trasportati nel 2015).

E’ chiaro che queste criticità, finora non affrontate, hanno prodotto disagi sia sull’utenza sia sui dipendenti A.M.T., in particolare gli autisti, che si trovano a subire le giuste lamentele dei cittadini.

Sul versante A.M.I.U. è scandaloso che, a seguito della chiusura della discarica di Scarpino, si debbano pagare, a spese dei cittadini genovesi, i costi per trasportare e smaltire i rifiuti fuori regione, per la precisione Euro 6.988.000 per il 2014 e Euro 29.017.000 per il 2015 e non stupisce che la raccolta differenziata sia ferma solo al 34,17 % (dati 2015). Ciò significa che finora gli Amministratori del Comune di Genova, capogruppo della Società, non sono stati in grado di dettare dei chiari indirizzi aziendali per evitare questa situazione. E la cittadinanza e i lavoratori continuano a pagare le scelte sbagliate o non prese dalla giunta uscente e da quelle precedenti.

Sul fronte delle attività commerciali si è voluto additare, in particolare, il candidato sindaco Bucci come l’uomo delle catene commerciali a discapito del piccolo commercio di dettaglio che, nell’ultimo decennio, hanno subito l’avvento dei centri commerciali. Vale la pena notare però che proprio sotto l’amministrazione uscente si sono aperte almeno altri due supermercati di una ben nota cooperativa rossa e che nulla è stato fatto per incentivare l’ingresso di nuovi e concorrenziali marchi in città. In tal senso la prossima amministrazione deve, da una parte, incentivare la concorrenza nella grande distribuzione e, dell’altra, creare le condizioni perché i Centri Integrati di Via (C.I.V.) e il commercio al dettaglio in genere siano preservati e incentivati quale presidio di quartiere ascoltando e promuovendo le esigenze dell’Associazioni di categoria. La capacità del buon amministratore è anche quella di essere punto di equilibro e di incontro tra esigenze diverse.

L’ultima riflessione è l’invito alla cittadinanza ad andare a votare.

Nel 2012 si recò a votare solo il 55 % degli aventi diritto, un dato disarmante soprattutto per il fatto che il sindaco è l’istituzione più vicina alla popolazione. Oggi è evidente la disaffezione verso il voto e i cittadini, ancor più del passato, sono distanti dai luoghi della discussione e del confronto reale (a differenza del mondo social), ma ciò non giustifica il non voto. Il non voto non sarebbe giustificato ancor più da parte di chi si lamenta sempre e non si reca alle urne.

Per queste ragioni e quelle già espresse nel precedente commento, sono convinto che bisogna votare il cambiamento, sostenere Amministratori competenti perché Genova merita di avere nuove prospettive di rilancio, di ritornare ad essere una città superba e meravigliosa.

 

L’11 giugno, dalle ore 7 alle ore 23, invito a votare sindaco di Genova Marco Bucci (barrando con una X il nome), come riportato di seguito nella Scheda Azzurra .

 

Voto Bucci – Scheda Azzurra

Ricordo altresì le modalità di voto:

SCHEDA AZZURRA (sindaco e consiglio comunale)

  • Votare SOLO il sindaco: contrassegnare il nome con una X;
  • Votare una delle liste collegate al sindaco: barre con una X il simbolo del partito ed esprimere una preferenza oppure due preferenze (di sesso tra loro diverso, pena la nullità della seconda preferenza);
  • Votare una lista non collegata al sindaco votato con le stesse modalità appena espresse al punto precedente sulle preferenze (si esercita il cosiddetto voto disgiunto).

SCHEDA ROSA (consiglio di Municipio)

  • Si può SOLO votare una lista, barrando con una X, ed esprimere una preferenza oppure due preferenze (di sesso tra loro diverso, pena la nullità della seconda preferenza). Non si esprime nessun segno o preferenza per il candidato presidente di Municipio.

#ElezioniGenova2017

FINE DELLA SECONDA PUNTATA (la prossima dopo il primo turno elettorale)

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Genova 2017: il vento deve cambiare.

La campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative a Genova è iniziata e i principali schieramenti si sono delineati. Genova deve meritare degli amministratori locali per farla ritornare superba e deve cogliere quelle opportunità per tornare a crescere. Se fino a metà degli anni Novanta era la grande industria di Stato, cd parastatale, a renderla ancora vivibile sotto il profilo occupazionale, in questo ultimo decennio Genova è un città nel pieno della crisi, alla ricerca di una nuova identità.

Troppe opportunità sia a livello locale sia a livello nazionale non sono state colte per dare un nuovo volto alla città e lo stesso establishment che ha governato in questi ultimi 10/15 anni la città non ha contribuito in maniera positiva a farla crescere, anzi si è fossilizzato su una visione politica ancorata a schemi industriali non più competitivi senza permettere alla città di migliorare.

Genova deve puntare su nuove sfide.

Mai come in questi ultimi anni, la città sembra aver assunto una vera vocazione turistica. Non ricordo mai tanti turisti da ogni parte d’Europa e del mondo convergere per le strade del centro. Qualche passo avanti è stato fatto da questa ultima amministrazione insieme agli operatori commerciali nel rendere Genova più appetibile sotto il profilo dell’offerta. Altresì a ciò, si deve aggiungere la spinta della nuova giunta di centrodestra alla guida della Regione Liguria: finalmente sembra che la Liguria e Genova abbiano acquisito un nuovo volto sotto il profilo dell’immagine. Veicolare il giusto messaggio ha permesso di fare del turismo uno dei pilastri di questa città, ma non basterà puntare solo sul centro cittadino e si dovrà guardare alle potenzialità che tutta la città offre.

Tra le tante offerte, Genova gode di una cinta muraria e di un sistema di fortificazioni che possono far invidia alla Muraglia cinese e ai castelli della Loira. L’Agenzia del Demonio principalmente possiede queste costruzioni e la nuova amministrazione deve agire perché possa ampliare, in accordo con gli operatori economici, l’offerta turistica fuori dal centro storico. Percorsi dedicati, navette bus e ristorazione tipica possono essere un mix accattivante per godere Genova anche dall’alto, con un panorama che spazia da Nervi a Voltri, tra il Monte di Portofino e Capo Noli, tra la Corsica e l’Appenino ligure.

I giovani possono e devono trovare nel turismo, come guide e accompagnatori, opportunità di lavoro; devono pensare che Genova sia una madre e non una matrigna che li lascia fuggire dopo gli studi superiori ed universitari.

L’industria legata all’high tech deve essere il secondo pilastro della crescita di questa città. Nel cuore del Valpolcevera è ospitato l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e deve essere il volano locale e nazionale della ricerca e della scienza applicata. La prossima amministrazione comunale deve dare tutte le garanzie perché possa crescere e pungolare il governo nazionale perché continui a sostenere ogni progetto di miglioramento.

In collegamento all’IIT, il Polo degli Erzelli, nel Ponente Genovese, deve diventare polo di attrazione di nuove imprese e start up.

Ma perché ciò avvenga bisogna anche che le nuove infrastrutture possano essere costruite e quelle esistenti possano essere potenziate. Premesso che la legalità e la trasparenza nelle procedure di appalto e costruzione delle opere devono essere sempre al centro per garantire strutture solide e tutelare le imprese e l’occupazione, Genova deve avere dei collegamenti rapidi con il Nord Italia e con l’ Europa e il Terzo Valico ferroviario va concluso il più rapidamente possibile. Roma deve essere più facilmente raggiungibile anche con il treno e la scelta della Giunta Regionale di avere introdotto il nuovo collegamento più rapido con il Freccia Argento sembra essere un buon passo per accorciare le distanze e rendere Genova meno lontana.

Bisogna che l’Aeroporto sia collegato con i principali hub nazionali perché sia veramente strategico e competitivo; sia collegato con la città non solo con il bus navetta ma anche con una linea ferroviaria ad hoc, come succede a Roma con il Leonardo Express e a Pisa, per citare alcuni casi.

Gli Appennini liguri non devono chiudere la città in se stessa e la mobilità deve essere al centro della prossima campagna elettorale.

Questi sono solo alcuni temi che vanno affrontati perché il turismo, l’industria high tech e le infrastrutture possano essere i pilastri per rendere Genova città più vicina al mondo, dove vivere e lavorare. Questi accorgimenti possono fare sì che la città si ripopoli, blocchi la sua caduta libera verso una denatalità sempre più impressionante e torni a diventare più accogliente.

E quali sono gli schieramenti in corsa alla guida della città?

La sinistra si presenta divisa, come alle ultime elezioni regionali. Da una parte si presenta il Partito democratico guidato da un candidato sindaco non tesserato come Gianni Crivello e dall’altra quell’area di sinistra guidata dagli ex fuori usciti del Movimento 5 Stelle, da Rifondazione Comunista e da quella miriade di partiti e partitini di sinistra, Verdi guidati dall’ex pentastellato Paolo Putti.

Il Partito Democratico, ex Democratici di Sinistra, ha guidato a lungo questa città e se ora Genova fatica a trovare una nuova identità, ciò è anche dovuto ad una classe politica autoreferenziale che ha preferito agire come si è sempre fatto, invece di affrontare le nuove sfide.

L’altra sinistra è troppo ancorata a pregiudizi ideologici, pronti ad opporsi alle nuove opportunità di crescita che provengono anche dagli investimenti dei privati.

L’area politica che ruota al Movimento 5 Stelle è anch’essa divisa. Le ultime diatribe tra Marika Cassimatis e Luca Pirondini stanno dimostrando l’immaturità e la precarietà del movimento. Se non si è capaci di guidare il processo che porti alla scelta di un unico candidato sindaco, come si può affidare la guida della città?

Queste divisioni possono giovare al centro destra, finalmente unito e che deve credere di vincere questa sfida. L’unità politica e la necessaria capacità di guardare ai bisogni della città, dal centro alle periferie, possono guidare alla vittoria. Il candidato sindaco Marco Bucci, manager, che ha scelto questa sfida, può far tornare Genova superba. Il vento può cambiare anche a livello comunale, bisogna voltare pagina.

Amo Genova e, dopo due anni di lavoro fuori Regione, sono tornare a vivere e a lavorare nella mia città. Vorrei che questo desiderio si realizzasse: Genova torni ad accogliere i suoi giovani fuori dalla propria terra e vedremo chi il prossimo 11 giugno saprà cogliere la sfida.

DIARIO ELETTORALE del 27/04/2017

Il candidato Sindaco Marco Bucci ha fatto un primo tour in Valpolcevera, in particolare ha salutato i Vigili del Fuoco, importante presidio in Vallata, e ha incontrato alcuni negozianti e cittadini tra le strade del quartiere di Bolzaneto. L’ascolto e la presenza sul territorio deve continuare.

 

#ElezioniGenova2017 – FINE DELLA PRIMA PUNTATA

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Migranti: quanta ipocrisia!

L’ultima polemica agostana del leader della Lega Nord Matteo Salvini contro il Vaticano e la Chiesa italiana mi è parsa veramente ridicola perché punta il dito dove non dovrebbe puntarlo.

Dove è l’europarlamentare Matteo Salvini a denunciare l’Europa inadempiente, indifferente, egoista di fronte a questa emergenza?

Dove sono i parlamentari della Lega Nord a presentare mozioni, interrogazioni al Ministero degli Affari Esteri italiano per denunciare l’inadempienza del Governo che è passivo all’emergenza, che dovrebbe richiamare gli ambasciatori e i consoli dei paesi dai cui partono i viaggi della speranza, da cui provengono i migranti, che dovrebbe mobilitare mezza Europa per sedersi al tavolo e proporre soluzione a questa emergenza.

Se la Lega Nord vuole accodarsi ad un certo andazzo anticlericale che già conosciamo da una certa sinistra ed ideologia anticlericale su altri temi cari alla Chiesa, si accomodi pure, questa strategia porterà a qualche voto in più, ma con quale obiettivo? Farci vivere con più paura del prossimo?

Io ho più paura dell’ipocrisia del mio Stato che del povero cristo; temo più le informazioni che mi propinano i media invece delle storia di ‘sta gente.

Che Salvini tuoni che il Vaticano o la Chiesa non accolga i migranti, come se già non lo facesse, suona fuori luogo.

Mi stupisco invece che la sua Lega Nord non proponga in Parlamento delle iniziative perché questi migranti, in attesa di destinazione, siano “impiegati” nelle comunità locali. Considerato le tante norme nazionali e internazionali che bloccano la possibilità di “far fare qualcosa” a queste persone, soprattutto giovani, perché non si creano le condizioni normative affinché questi giovani facciano qualcosa per il bene delle comunità che li accolgono (pulizie strade, giardini, etc)? Ecco che non li vedremmo “vagare” per le strade, sarebbero impiegati e monitorati.

Salvini vada a denunciare il Parlamento Europeo e Italiano inadempienti a tutelare i cittadini e denunci, come è giusto, chi guadagna illegalmente attraverso le cooperative che gestiscono i migranti accolti, ma poi non spari delle belinate padane su chi, come la Chiesa, laici e presbiteri, fa il suo servizio e annuncia quelle che deve dire!

Faccia delle proposte concrete e di buon senso, questo lo porterebbe ad essere nelle condizioni di poter un domani andare al Governo. Di populisti non ne abbiamo bisogno.

Se vuole capire qualche ragione in più sulle migrazioni, si vada a leggere l’enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco, in particolare, il primo capitolo: se i migranti vengono a frotte in Italia e Grecia, è perché i nostri governi occidentali hanno le loro colpe. A forza di mungere i paesi di provenienza dei migranti, senza dargli speranze di crescita in quei luoghi, queste persone, con la più o meno implicita benedizione dei loro deboli governi, illegalmente partono per l’Occidente.

Infine, a proposito dell’ipocrisia istituzionale, vorrei raccontare di quando in Francia, a Lourdes in giugno, ricevetti il nuovo conio francese di due Euro.

Francia-2-euro-commemorativo-70-anni-pace-europa-2015Nella moneta è raffigurata una colomba che porta un ramoscello le cui foglie sono composte di stelle e delle sigle nazionali dei vari Paesi dell’Unione europea.

Ora che la Francia emetta questa moneta commemorativa dei 70 anni di pace in Europa nel momento in cui rifiuta una qualche collaborazione con l’Italia, paese confinante, in merito alla gestione gli immigranti provenienti dal Nord Africa, mi lascia molto perplesso.

Così come mi lascia stupito il fatto che nel momento in cui l’Italia, nel bene o nel male, si trova ad affrontare il flusso di migranti, nessuna istituzione europea o qualche organismo internazionale ha pensato di intervenire o supportare l’emergenza.

Di questo, caro Salvini, ho paura, dell’Ipocrisia!

P.S. Stai sereno che chi ti scrive non è un catto-comunista, ma anzi un cittadino che spera che il nuovo governo regionale possa cambiare e migliorare la mia terra ligure, ricordandoti che il mare è luogo di apertura, accoglienza e crescita umana ed economica.

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Regionali 2015: votare o andare al mare?!

Regione Liguria 2E’ un dubbio che emerso in questi ultimi giorni perché mi domando se ha senso andare a votare alle prossime elezioni regionali in Liguria.

Mi domando se abbia senso di fronte al contesto politico nazionale in cui ci troviamo e ai candidati e alle coalizioni che si presentano a governare la Regione.

A livello nazionale il Premier  Renzi pare essere il dominus del contesto nazionale.

Non ha un’opposizione che possa candidarsi a guidare l’alternativa.

Forza Italia sembra un partito mummificato che con la presenza di Silvio Berlusconi sembra non volersi  rinnovare internamente, bloccando l’inserimento di forze nuove.

Il Movimento 5 Stelle sembra essere un’opposizione intransigente che vota a prescindere no anche a provvedimenti che potrebbe contribuire a migliorare per il bene del Paese. Preferiscono mantenere una certa forma di purezza politica non capendo che l’azione politica è mediazione, non nella sua accezione negativa di accordo al ribasso, ma di azione propositiva.

La Lega Nord, guidata da Salvini, mette al centro la sola questione immigrati quale causa di ogni e qualsiasi problema del Paese, dimenticando che la questione non può risolverla solo il nostro Paese e che si tratta di persone e non di merci. Si pone altresì con delle proposte che, di fondo, potrebbe trovare anche degli spunti alternativi alle scelte fatte finora ma l’arroganza e la supponenza di esporre le idee con quella mancata capacità di condivisione e dialogo pongono la Lega Nord nell’incapacità di assumere la guida di Governo.

Il Nuovo Centro Destra è votato ad essere il bersaglio di ogni critica. La posizione assunta da questa forza politica non è facilmente comprensibile. Criticati dal partito da cui provengono, non hanno la forza politica del Partito Democratico che, nonostante le sue contraddizioni, predomina la scena decisionale e detta le regole. A livello nazionale e di proposta politica le idee sono condivisibili, ma a livello regionale non c’è stata la volontà di formare e scegliere dei dirigenti che fossero all’altezza della novità politica a cui questa forza poteva essere chiamata a svolgere.

Ora è giunto il momento di due paroline sul Partito Democratico. E’ evidente che ci siano due anime  all’interno in opposizione.

L’una è quella di Renzi che si fonda su uno stile di programma e di azione oratoria simile a quella dell’allora presidente Berlusconi, fatta di annunci, spot, twitter e post e che ha fatto approvare una serie di provvedimenti che da sempre il centro destra proponeva, ma che solo ora, con questa strana maggioranza di sinistra-centro-centro, sono stati approvati; l’altra è quella che ha sempre contrastato questo agire politica ma che non è mai riuscita ad andare al Governo se non con lo stile dell’attuale Premier.


Regione LiguriaA livello regionale
mi limiterò a guardare alla mia Regione.

Intanto è interessante osservare come la sinistra si sia divisa a dimostrazione che l’anima più di sinistra, guidata da Pastorino, separandosi dalla candidata Paita, abbia in qualche modo dimostrato di disconoscere l’operato del Governo a guida Burlando in questi 10 anni. Se si fosse certi del buon operato politico degli anni precedenti, perché dividersi alle elezioni?  Evidentemente è chiaro che, fatta salva la crisi, c’è stata l’incapacità di stimolare l’economia regionale e di dare a questa terra una speranza e una prospettiva di crescita.

Altresì è inspiegabile l’immobilismo del centro destra che non è stato in grado di selezionale un ligure quale candidato alle Regionali o piuttosto ha sacrificato un ligure, il leghista Rixi, a Giovanni Toti che di ligure non ha niente, che nulla conosce di questa terra, ma che è mediaticamente più conosciuto.

Sullo scenario regionale ho trovato interessante il commento di Luca Bizzari che con un post “non so chi votare, aiutatemi”, riportato dai quotidiani locali, ha fotografato bene le candidature liguri.

Le esigenze di questa terra sono evidenti: lottare contro la disoccupazione giovanile, ridare il lavoro a chi lo ha perso, agevolare dunque sul piano fiscale l’apertura di nuove aziende, valorizzare e internazionalizzare la vocazione turistica di questa terra, investire sulle infrastrutture a tutto tondo (dai collegamenti ferroviari, al potenziamento aereo ad una viabilità stradale funzionale e messa in sicurezza).

Ora più o meno tutti i candidati hanno delle proposte in merito  ma ora il discrimine della scelta alle prossime votazioni è tra continuità con un passato, ora più o meno diviso, oppure la discontinuità di votare una proposta politica che dia un taglio netto con il passato, osare e dare credito ad una proposta politicamente diversa.

Sicuramente, da cittadino medio, mi è passata per la testa l’idea di non andare a votare e organizzare un bel lungo weekend fuori porta, complice il ponte del 2 giugno, ma la coscienza politica e il mio passato da eletto mi chiamano a votare per sperare, come sempre ad ogni votazione, che possa vincere chi possa rispondere con proposte per il bene di tutti, per il bene comune.

Ricordando che si voterà domenica 31 maggio dalle 7 alle 23, di seguito nel link riporto i candidati presidenti della Regione Liguria e le relative liste elettorali che si presentano nella Provincia di Genova.

Elezioni Regione Liguria_Candidati Provincia Genova

La scheda alle elezioni regionali è di colore verde.

regionali_liguria_scheda_elettorale_2015

Possono essere espresse due preferenze: una per il candidato presidente della Regione e una per eleggere un consigliere regionale.

In alternativa si può esprimere un’unica preferenza: per il Presidente o per la lista. In quest’ultimo caso la preferenza sarà conteggiata anche per il candidato Presidente della stessa.

L’elettore potrà inoltre decidere di esprimere un voto disgiunto: ovvero votare il Presidente appartenetene ad una lista e accordare la preferenza al candidato consigliere di un’altra lista.

Nell’esprimere la preferenza di lista ad uno dei candidati, è necessario scrivere nome e cognome del candidato accanto al simbolo della lista.

Buon voto a tutti!

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